Vai al footer

Nei Sibillini il saltarello ha il ritmo delle piazze, delle sere d’estate, dei paesi che si ritrovano. È una danza viva, rapida, condivisa.

Porta dentro il movimento una gioia ancestrale, ma anche una misura precisa: si balla insieme, si entra in relazione, si segue un tempo che appartiene alla musica e alla comunità.

Il legame con Pretare e con le Fate

In questo territorio il saltarello si intreccia in modo naturale con una delle leggende più forti dell’area sibillina: quella delle Fate di Pretare. Nella narrazione delle Terre dell’Oracolo, Arquata del Tronto è la tappa della discesa delle Fate e del patto notturno. Proprio qui il laboratorio di danza tradizionale viene indicato come una forma coerente per incarnare il mito attraverso ritmo, resistenza e partecipazione. Il saltarello, quindi, non resta sullo sfondo. Diventa parte del racconto.

Tra i Sibillini il saltarello accende la festa, ma lascia sempre affiorare anche il richiamo del mito.

Le Fate di Pretare

Organetto, tamburello, voce

Il suo suono nasce da una struttura semplice e potentissima. La Regione Marche, nei documenti legati alla tutela del saltarello, richiama l’organetto e il tamburello come strumenti tipici di questo repertorio, segnalando anche varianti locali in cui compaiono violino e violone. Attorno a questa base ritmica si muove un universo più ampio fatto di canti tradizionali, canti a dispetto, repertori di questua, occasioni rituali e festive. Il saltarello, insomma, non è solo una danza: è una forma musicale che tiene insieme suono, gesto e socialità.

Una danza

Nei Sibillini questa danza non vive come semplice esibizione folklorica. Ha un rapporto diretto con il paesaggio umano del territorio: i borghi, le ricorrenze, le occasioni collettive, le storie tramandate. Il suo passo richiama una montagna abitata, dove la musica accompagna il ritrovarsi e la tradizione continua a passare di corpo in corpo, di generazione in generazione.

Un ritmo che incalza

Per questo il saltarello marchigiano, letto dentro l’universo dei Sibillini, acquista una forza speciale. È festa popolare, gesto condiviso, eredità viva. Ma è anche una soglia narrativa: un modo concreto per sentire come qui il racconto entri nei paesi, attraversi la notte e continui a prendere forma nei movimenti delle persone.

Nei Sibillini il saltarello resta così una delle espressioni più immediate del legame tra comunità e territorio. Un ritmo che si balla, si ascolta e si ricorda.

Prodotti Associati

Grazie

Grazie: ti abbiamo inviato una mail per attivare la tua iscrizione e selezionare le tue preferenze se previsto.

Qualcosa è andato storto

Riprova

Chiudi

La tua richiesta è stata inoltrata.

Abbiamo ricevuto la richiesta che ci hai inviato. Ti risponderemo presto. Una copia dei dati che ci hai fornito è stata inviata al Suo indirizzo email.

Chiudi

La tua richiesta è stata inoltrata.

Abbiamo ricevuto la richiesta che ci hai inviato. Le strutture ti risponderanno presto. Riceverai una copia dei dati all’indirizzo e-mail che hai fornito.

Chiudi

Registrati


Indirizzo email e password
Deve essere almeno di 9 caratteri e contenere almeno: un carattere speciale, un numero, una lettera maiuscola e una minuscola.