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Sicurezza in motagna

Nei Sibillini, la montagna apre possibilità diverse: sentieri di fondovalle, quote più alte, cammini lunghi, boschi, neve, tratti che chiedono passo sicuro e lettura attenta del paesaggio. Per viverla bene serve una cosa semplice e decisiva: presenza. Prima di partire conta capire dove si va, che condizioni ci sono davvero, quale preparazione richiede il percorso, se la stagione è adatta, se l’attrezzatura è sufficiente.

Non ogni itinerario ha la stessa difficoltà. Non ogni giornata offre lo stesso margine. Alcune esperienze sono accessibili e distese, altre richiedono allenamento, esperienza e una buona conoscenza del territorio. Anche il Parco ricorda che gli itinerari più impegnativi richiedono preparazione adeguata e che, quando serve, è utile affidarsi a chi questi luoghi li conosce bene.

La consapevolezza parte da qui: scegliere con lucidità, non forzare il percorso, leggere il meteo prima di muoversi, rispettare i propri limiti, chiedere supporto quando serve. In questa pagina trovano spazio i riferimenti utili per frequentare la montagna marchigiana con più attenzione: numeri di emergenza, strumenti di allerta, soggetti che presidiano il territorio, servizi e punti di contatto da tenere con sé prima di partire.

Perché nei Sibillini la libertà del cammino cresce insieme alla qualità della preparazione.

COsa fare in caso di incidente

Sì. Per chi cammina spesso nei Sibillini è utile valutare una copertura dedicata. Le formule più comuni sono queste: la copertura collegata al tesseramento CAI, una polizza personale sottoscritta con la propria compagnia assicurativa, oppure una copertura attivata per singole attività o uscite organizzate, quando prevista. In ogni caso conviene verificare che la polizza includa ricerca, recupero, soccorso e trasporto, anche in elicottero, oltre alle spese che non rientrano nella copertura sanitaria ordinaria. Il CAI, ad esempio, prevede coperture dedicate e contempla anche il rimborso delle spese di soccorso con documentazione come fatture di elicottero o della squadra intervenuta.

Ci sono due segnali essenziali da conoscere.
Con entrambe le braccia alzate, in modo da formare una Y, stai comunicando: ho bisogno di aiuto, atterrate qui.
Con un braccio alzato e uno abbassato lungo il fianco, in modo da formare una N, stai comunicando: non ho bisogno di aiuto, non atterrate.

Rispondi con calma e nel modo più preciso possibile. Le informazioni più utili sono sempre queste: dove ti trovi, cosa è successo, quando è accaduto, quante persone sono coinvolte, quali condizioni presenta l’infortunato e chi sta chiamando, con un numero di telefono ricontattabile. Nei Sibillini è particolarmente utile indicare il nome del sentiero, il versante, il comune più vicino, un rifugio, una forcella, un incrocio o qualunque punto riconoscibile. Se riesci, comunica anche le coordinate.
Descrivi poi le condizioni meteo e segnala l’eventuale presenza di ostacoli al volo, come cavi sospesi o altri elementi che possano complicare l’arrivo dei soccorsi. In alcune vallate e nei tratti più interni la copertura può essere discontinua: se riesci a prendere linea, evita di spostarti inutilmente, tieni il telefono libero e parti sempre con batteria carica, meglio ancora se con un power bank. Prima dell’escursione conviene scaricare 112 Where Are U, l’app ufficiale riconosciuta dal NUE 112. Per chi frequenta spesso la montagna può essere utile anche GeoResQ, promosso dal CAI e gestito dal CNSAS per geolocalizzazione, tracciamento e richieste di soccorso.

In caso di incidente, presta il primo aiuto possibile senza esporti a ulteriori rischi e chiama subito il 112. Nelle Marche il Numero Unico di Emergenza raccoglie la chiamata e la instrada verso il soccorso sanitario, in raccordo con il sistema 118. Nel frattempo resta vicino alla persona ferita, rassicurala, proteggila dal freddo e cerca di non lasciarla sola.

Nei Sibillini, come in ogni ambiente di quota, la prima cosa da fare è fermarsi, leggere bene la situazione e mettere in sicurezza te stesso e chi ti è accanto. Se lo zaino è stato preparato con attenzione, non mancheranno alcuni aiuti di uso immediato, preziosi per piccoli infortuni o malesseri e utili nell’attesa dei soccorsi. È bene avere sempre con sé acqua, qualcosa di energetico, un capo caldo e un piccolo kit di primo soccorso.

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