Divinità preromana, il cui culto era gestito da un collegio femminile e un sacerdote, un substrato fertile per il successivo collegio della Sibilla.
Bolognola vive in alto, a 1.070 metri, dentro uno dei paesaggi più netti dei Sibillini. È considerato il comune più alto delle Marche e il suo impianto racconta subito una geografia particolare: il paese si dispone in tre nuclei distinti, Villa da Capo, Villa di Mezzo e Villa da Piedi, come se l’abitato avesse scelto di salire per gradi, seguendo il rilievo invece di contrastarlo. Attorno si aprono i versanti del Fiastrone, le linee di crinale, le strade di montagna che risalgono da Castelsantangelo sul Nera e attraversano un paesaggio di abbazie, santuari, valichi e aperture improvvise sulle valli alte dei Sibillini, con scorci che volgono lo sguardo verso Fiastra.
Un luogo molte leggende
Tra le molte leggende si narra anche di Bolognola come una piccola Bologna appenninica, fondata nel basso Medioevo da tre nobili famiglie bolognesi, i Pepoli, i Malvezzi e i Bentivoglio, ciascuna legata a uno dei tre nuclei del paese. La lettura storica, però, è più antica e più concreta: l’abitato esisteva già prima del Duecento e il nome viene ricondotto da alcuni studi a Bononiola, cioè “terra di cose buone”.
Nella visione della Sibilla invece questo assetto tripartito diventa una forma narrativa precisa: Bolognola è la tappa delle tre tessitrici, il luogo in cui destino, tempo e gesto paziente si annodano.
DAL CUCUZZOLO DELLA MONTAGNA
A Bolognola la quota non separa. Rende tutto più essenziale: il paese, il passo, il paesaggio
Qui la montagna cambia voce con le stagioni. In inverno, Pintura di Bolognola è una stazione sciistica importante per le Marche, con impianti, piste e un ampio dominio sciabile che porta lo sguardo verso il Castelmanardo. Nella bella stagione, invece, il paese torna sentiero, pascolo, aria sottile. Il Sentiero della Fonte dell’Aquila è uno dei percorsi più leggibili: parte dal borgo, costeggia l’Area Faunistica del Camoscio Appenninico e sale verso un punto panoramico che guarda le creste settentrionali del Parco e le valli dell’Acquasanta e del Rio Sacro. È un itinerario semplice, ma lascia una sensazione piena di spazio e misura.
Tra i tre livelli del borgo, la neve di Pintura e il cammino verso la Fonte dell’Aquila, Bolognola custodisce una delle forme più limpide dell’Appennino sibillino: alta, concreta, attraversabile